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Birdcontrol

Scritto da enz on 6 marzo 2009 – 19:51 -

L’uomo ha stravolto l’ecosistema e spesso si ritrova vittima di questi squilibri: ad esempio il numero sempre crescente di piccioni nei centri cittadini o industriali, di corvidi nelle campagne e nei parchi naturali o di cormorani negli allevamenti ittici vede cittadini e professionisti in grande disagio, anche considerando che non tutte le specie citate sono cacciabii. In pratica il “birdcontrol” raggruppa tutti i sistemi che hanno come fine quello di allontanare da determinate aree volatili di varie specie.
Molte ditte specializzate propongono i sistemi più disparati per risolvere il problema,come anticoncezionali (dannosi per le speci a selvatiche a rischio di stinzione), mortaretti, ultrasuoni, manichini, falchi robot ma a tutti questi sistemi, inizialmente efficaci, gli animali si abituano.
Quello a cui non si abitueranno mai è ad un predatore che gli insegue e che gli rende difficile riposarsi, procurarsi il cibo e riprodursi..

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Birdwatching

Scritto da enz on 6 marzo 2009 – 19:25 -

birdwatching3Il Birdwatching è un termine inglese che letteralmente significa “osservazione degli uccelli”, l’uso di una parola inglese è dovuta principalmente al fatto che nelle isole britanniche il birdwatching è praticato nel tempo libero da centinaia di migliaia di persone di ogni età e condizione. Per questo gli inglesi fanno scuola, noi che solo negli ultimi anni stiamo faticosamente cercando di creare una cultura naturalistica, abbiamo preso in prestito il termine birdwatching per indicare un modo di avvicinarsi a questi affascinanti animali ed alla natura nella sua totalità.
Basta un semplice binocolo e tanta voglia di scoprire, nel pieno rispetto della natura, posti selvaggi e luoghi affascinanti, dove creature meravigliose volteggiano senza limiti nell’incessante corsa per la sopravvivenza.
Il birdwatching è un’attività accessibile a tutti, che può essere praticata ovunque, anche a casa propria e poco importa se si vive in campagna o in città.

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Links

Scritto da enz on 6 marzo 2009 – 04:45 -


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Progetti

Scritto da enz on 6 marzo 2009 – 04:43 -

grillaio

GRILLAIO

PROGETTO LIFE RAPACI LUCANI

Il Progetto LIFE Natura Rapaci lucani ha la durata di quattro anni (2005-2009) ed un budget complessivo di 866.062 € di cui il 25% cofinanziato dalla Provincia di Matera ed il 75% finanziato dall’Unione Europea.

Obiettivi

Obiettivo di questo progetto è quello di assicurare un futuro certo alle popolazioni di rapaci minacciati della Provincia di Matera, in particolare alle specie grillaio, (Falco naumanni) lanario (Falco biarmicus), capovaccaio (Neophron percnopterus) e nibbio reale (Milvus milvus).

Vista l’importanza che riveste questo territorio per le specie oggetto dell’intervento, il progetto ha ripercussioni positive anche sulle popolazioni italiane ed europee. Le azioni in favore del grillaio hanno l’obiettivo di proteggere l’habitat riproduttivo, di incrementare il numero di coppie nidificanti della più importante popolazione italiana (500 coppie che costituiscono il 25% delle coppie italiane ed il 3% di quelle europee) e di favorire la naturale espansione della specie in altre aree potenzialmente adatte.

L’obiettivo è anche quello di ribadire la necessità di continuare nella strada virtuosa intrapresa per la conservazione degli habitat trofici. Gli interventi sul lanario tendono a rendere più sicure le aree di nidificazione per migliorare il successo riproduttivo delle 4 coppie presenti in provincia di Matera, così da favorire l’incremento della popolazione sino a portarla a 6-7 coppie potenziali, in linea con il Piano di Azione Nazionale, in corso di stesura da parte dell’Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica.

Per la specie capovaccaio, la più minacciata delle quattro, l’obiettivo è quello di ottenere un incremento delle coppie nidificanti, dalle attuali 3 (75% della popolazione regionale e 20% di quella nazionale) ad almeno 5-6 coppie, presenti in passato nell’area, e di stimolare azioni comuni e coordinate sulla specie a livello italiano ed europeo, come più volte sollecitato da governi, enti ed associazioni di altre nazioni europee che si occupano della specie. L’obiettivo è anche quello di operare in stretta sinergia con altri progetti LIFE Natura sul capovaccaio, per confrontare modalità e strategie operative ed attuare azioni coordinate.

NIBBIO REALE

NIBBIO REALE

Le azioni riguardanti il nibbio reale hanno lo scopo di combattere il trend negativo della popolazione lucana, attualmente presente nell’area con 5-7 coppie che ne rappresentano il 5-7%. L’obbiettivo è di incrementare il numero di coppie nidificanti ad almeno 8-10 potenziali. Altro traguardo che si prefigge il progetto è quello di aumentare la presa di coscienza della popolazione locale, urbana e non (circa 60.000 abitanti), e dei fruitori di questo territorio, siano essi agricoltori, operatori economici o semplici turisti, sulla necessità di conservare questo patrimonio faunistico-ambientale di valore inestimabile.
In particolare le azioni di sensibilizzazione punteranno a rendere compatibile la stretta convivenza tra gli abitanti delle città di Matera e Montescaglioso ed il grillaio.

 

LANARIO

LANARIO

PROGETTO LIFE-GARGANO

Obiettivo del progetto è assicurare un futuro certo alle popolazioni di rapaci minacciati della Zona di Protezione Speciale (ZPS) “Promontorio del Gargano” Falco grillaio (Falco naumanni) , Lanario (Falco biarmicus), Capovaccaio (Neophron percnopterus) e Gufo reale (Bubo bubo) , considerata l’importanza che riveste questo territorio per le specie oggetto dell’intervento. Il progetto avrà ripercussioni positive anche sulle popolazioni italiane ed europee.

 
 
Le azioni in favore del Falco grillaio hanno l’obiettivo di ricostituire due colonie di 10-15 coppie nei comuni di San Giovanni Rotondo e di Monte Sant’Angelo, incrementando l’attuale numero di coppie nidificanti (1-2), attraverso la salvaguardia dei siti riproduttivi e il miglioramento ambientale dell’habitat trofico.

 

 
Gli interventi sul Lanario tendono a migliorare il successo riproduttivo delle 7 coppie presenti, passando dagli attuali 8 giovani involati a 13 per stagione riproduttiva, in linea con il Piano di Azione Nazionale, in corso di stesura da parte dell’Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica.
Le azioni previste renderanno più sicure e tranquille le aree di nidificazione e incrementeranno le fonti trofiche della specie.
 
 
GUFO REALE

GUFO REALE

 
L’obiettivo per il Gufo reale è di incrementare il numero di coppie nidificanti di almeno 2, da conseguire attraverso un aumento delle risorse alimentari ed una riduzione del disturbo antropico ai siti di nidificazione.
Per il Capovaccaio, la più minacciata tra quelle oggetto di intervento, l’obiettivo è di ottenere un incremento della frequentazione del sito da parte di di 3-4 esemplari in migrazione e di conseguire l’insediamento di una coppia entro la conclusione del progetto.
L’obiettivo sarà perseguito attraverso azioni comuni e coordinate sulla specie a livello italiano ed europeo (sorveglianza dei siti di nidificazione, approvvigionamento alimentare tramite carnai), come più volte sollecitato da governi, enti ed associazioni di altre nazioni europee che si occupano della specie (Andalusia ed Aragona in Spagna, Parco del Duero in Portogallo, Parco del Luberon, FIR e LPO in Francia ecc.).
L‘obiettivo sarà perseguito anche operando in stretta sinergia con i progetti LIFE Natura sulla specie LIFE03NAT/F/000103 “Restauration du vautour percnoptère dans le sud est de la France “, LIFE04NAT/ES/000067 “The conservation of guirre in Spas of the Fuerteventura island” e LIFE05NAT/IT/000009 “Rapaci lucani” per confrontare modalità e strategie operative ed attuare azioni coordinate per la specie.
 
Per consolidare l’efficacia delle azioni intraprese su tutte le specie obiettivo sarà inoltre necessario creare un atteggiamento positivo della popolazione locale presente nella ZPS (circa 115.000 abitanti), urbana e non, e dei fruitori di questo territorio, siano essi agricoltori, operatori economici o semplici turisti, verso i rapaci del Gargano.
In particolare le azioni di sensibilizzazione punteranno a rendere compatibile la stretta convivenza tra gli abitanti delle città di Monte Sant’Angelo e San Giovanni Rotondo ed il Falco Grillaio. 
 

CAPOVACCAIO

CAPOVACCAIO

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
 

 

 

 

 
 
 
 

 

 

 

 

 
 
 

 

 
 
 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
 

 

 

 

 
 
 
 

 

 

 

 

 

 
 
 
 
 
 
 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
 

 

 

 

 
 
 
 

 

 

 

 

 

 

 

 
 
 
 

 

 

 

 

 

 

 
 

 

 

 

 

 

 
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Estinzione e Salvaguardia

Scritto da enz on 6 marzo 2009 – 04:41 -

Nonostante gli sforzi di enti e associazioni l’ estinzione di alcuni uccelli e’ ormai una triste realta’ TITOLO: Il Belpaese senza rapaci L’ aquila di mare, l’ avvoltoio monaco e il falco pescatore sono scomparsi A Roma un corso insegna a riconoscere e difendere le specie in difficolta’ - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - MILANO . Lassu’ dove volavano le aquile, forse, non volera’ piu’ nessuno. Le grida di allarme lanciate per anni dalle associazioni e dagli enti schierati a difesa delle specie di rapaci a rischio nel nostro Paese, pare non siano servite a nulla. L’ aquila di mare, l’ avvoltoio monaco e il falco pescatore devono essere considerate specie ormai estinte in Italia. Questi ed altri elementi sono emersi in occasione del corso “A scuola dai rapaci per conoscerli e difenderli”, inaugurato a Roma la scorsa settimana e organizzato dal Cipr (Comitato italiano per la protezione dei rapaci). Come ci dice il presidente del Cipr, Stefano Allavena, il corso, che prevede un ciclo di sei incontri, si pone l’ obbiettivo di sensibilizzare e avvicinare la gente al problema della conservazione dei rapaci in Italia. A conclusione del corso verranno organizzate una serie di escursioni, durante le quali sara’ possibile osservare alcune specie che ancora nidificano nelle vicinanze di Roma. Con l’ aquila di mare, l’ avvoltoio monaco e il falco pescatore, scompaiono pressoche’ definitivamente alcune delle specie piu’ affascinanti e delicate di rapaci. Purtroppo l’ Italia non e’ stata in grado di ripetere operazioni di recupero e salvaguardia attuate in altri Paesi. Non piu’ tardi di sei anni fa, piu’ esattamente il 2 novembre 1987, durante una conferenza organizzata a Milano dalla Lipu (Lega italiana protezione uccelli) Jesus Garzon, il direttore del parco naturale spagnolo di Monfrague, in Estremadura, diede con tono commosso la notizia che l’ avvoltoio monaco era da considerare una specie fuori pericolo. Garzon si era battuto strenuamente per salvare un’ area di grandissima importanza naturalistica da alcuni terribili progetti di coltivazioni di eucalipti, e li’ aveva reintrodotto il grande, scuro e solitario, avvoltoio monaco, anche detto avvoltoio nero. Alcuni anni prima il paziente e meticoloso lavoro di un ornitologo britannico, Mike Everett . membro della Royal Society for the Protection of Birds . riusci’ nel miracolo di rendere possibile il ritorno in Scozia dell’ aquila di mare. Questo splendido uccello, uno dei pochissimi rapaci a loro agio nell’ habitat acquatico, piu’ pescatore che cacciatore, era praticamente scomparso dalla Gran Bretagna con l’ estinzione dell’ ultima coppia nelle isole Ebridi, nel 1916. Everett prelevo’ alcune aquile dalla Norvegia, le porto’ in Scozia e si impegno’ in una difficile operazione di acclimatamento. Due anni dopo, nel 1985, si ebbe la prima schiusa, e la nascita di un bellissimo aquilotto. In Italia, come detto, tutto questo non e’ stato possibile. Rispetto ad altri Paesi c’ e’ una distanza, soprattutto culturale, da colmare al piu’ presto. A risultati incoraggianti hanno portato gli sforzi di enti come la Lipu, che in Sardegna e’ riuscita nell’ impresa di salvare il grifone. Fra l’ 88 e l’ 89, infatti, . ci dice Ugo Faralli, responsabile oasi e centri . vista la riduzione a circa venti unita’ del grifone, venne attuata una operazione di “restocking”, ovvero di rimpinguo della popolazione esistente attraverso l’ introduzione in due fasi di 70 esemplari, alcuni dei quali donati dal parco naturale spagnolo di Monfrague. Fra le diverse attivita’ della Lipu oltre a una campagna in difesa del capovaccaio, del nibbio reale e dell’ aquila di Bonelli, quest’ anno verranno organizzate una decina di “liberazioni di rapaci”, di cui la prima sara’ al parco Sempione di Milano, domenica 28 marzo, alle ore 11. Antonio Troiano ————————- PUBBLICATO —————————— TITOLO: Utili e necessari, impariamo ad amarli IL COMMENTO - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - Esiste una tradizione nuova che i rapaci li vuole liberi e rispettati. Sara’ forse la dominante in un futuro anche vicino, ma oggi deve fare i conti con atteggiamenti contrastanti. Molte sono le specie in crisi, molti gli individui feriti, malati d’ inquinamento, illegalmente tenuti prigionieri. Ancora e’ vivo un intreccio di culture che di volta in volta il falco e l’ aquila li considera nemici, o ausiliari, o invece semplicemente “altri” da rispettare. Penso al contadino che si vedeva rubare dalla poiana i pulcini. Come fare a giudicarlo male se pigliava lo schioppo e le sparava? Sara’ stata un’ ottica semplicistica, ma che senso avrebbe avuto raccontargli che quella poiana tra un pulcino e l’ altro distruggeva anche un’ immensa quantita’ di roditori. Eppure anche da quell’ atteggiamento si e’ consolidata la “cultura del nocivo”. C’ e’ poi un’ altra tradizione che ancora permane: la falconeria. L’ uomo presto intui’ che certi animali potevano essere asserviti, certi loro comportamenti convogliati a suo vantaggio. La falconeria nacque come un mezzo per procurarsi selvaggina, poi quell’ arte divenne privilegio di pochi, perdendo nel contempo il primitivo utilitaristico significato. Ebbene, ancora oggi tutto cio’ sopravvive: ancora esiste chi vede nel rapace un competitore e chi invece si diletta d’ ammirare, nel fulmineo pupillo che per lui caccia, l’ ineguagliabile precisione con cui si getta sulla preda. La cultura nuovissima, comunque, e’ quella ecologica, che percepisce d’ ogni essere l’ essenziale ruolo nell’ equilibrio tra i viventi.

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Falconeria

Scritto da enz on 6 marzo 2009 – 04:39 -


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I rapaci oggi

Scritto da enz on 6 marzo 2009 – 04:36 -


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I rapaci nel passato

Scritto da enz on 6 marzo 2009 – 04:35 -

miniaturearsv107111

      Larte antichissima di cacciare per mezzo di uccelli rapaci trae la sua origine nell’Asia, e più esattamente in Cina. I primi documenti storici risalgono circa al 3000 a.C., e si riferiscono fondamentalmente ad una caccia da carniere, in cui lo scopo principale era quello di soddisfare bisogni alimentari. In questa caccia si usavano dei falconidi appartenenti al genere “accipiter”, come sparvieri e astori. Caratteristica principale degli accipitridi è il volo molto rapido dovuto alle ali corte e alla coda lunga, che gli permettono una grande agilità e la possibilità di cacciare anche dal basso.
     Per questa ragione e per la facilità con cui si lasciano addestrare, in quanto non hanno bisogno di essere cigliati o incappucciati (ambedue pratiche per tranquillizzare gli uccelli rapaci), e soprattutto per la possibilità che si ha di poterli lanciare all’inseguimento di mammiferi come conigli, vennero adoperati largamente sin dall’inizio.
     Le loro immagini sono nelle monete greche e nei mosaici romani, il loro mito nelle cacce dei Marajà. Il loro furto veniva punito con leggi emanate da Carlo Magno, obbligando alla restituzione di animali di egual valore
     E’ solo in periodo successivo, non sappiamo esattamente quando, che cominciarono ad usarsi i falconi veri e propri; uccelli appartenenti al genere falco come girfalchi, falchi pellegrini, falchi sacri, falchi lanari. Si iniziò nelle steppe dell’Asia centrale e della penisola Arabica, e vennero usati in un primo momento solo come accipitrini facendoli partire dal pugno dei falconieri per andare direttamente sulle prede. Successivamente si cominciò ad usarli nel “tenere a monte”, cioè a rimanere in alto volando  ad un centinaio di metri di altezza per poter poi picchiare sulle prede a delle velocità entusiasmanti.
   E’ a questo punto che nacque qualcosa di diverso. Non era così semplice cacciare, come si faceva con gli accipitrini, ma bisognava raffinare la tecnica e aumentare le conoscenze. I falconi per poter cacciare hanno bisogno di grandi spazi, le loro azioni risultano molto più complesse, si elaborano traettorie che si estendono su aree vastissime. L’addestramento alla caccia risulta molto più complicato e richiede molto tempo, pazienza e applicazione. E’ necessario l’uso della ciliatura o del cappuccio, ed è indispensabile l’aiuto dei falconieri, strozzieri e aiutanti.
   La falconeria conquista le immagini astratte del pensiero, migrando dal concetto di caccia pura a quello di un livello superiore, dove l’uomo sfida se stesso attraverso i falchi nella capacità di controllo della natura: “l’alto volo”.
   I rapaci, animali selvatici che in natura rifuggono l’uomo devono invece imparare a lavorare insieme a lui a decine e decine di metri dal terreno, pur rimanendo in contatto col falconiere che invece è lì relegato, facendogli conquistare spazi e velocità insperati, proiettandolo in una dimensione fino ad ora sconosciuta
   Vola il falco, ma vola anche il falconiere. L’etica e l’estetica dominano incontrastate in questo nuovo panorama.
Il vecchio concetto della caccia da carniere è superato per lasciar spazio alla falconeria d’Alto Volo, che diventa la forma più nobile e leale di confronto mai esistito, dove il rapporto uomo-natura raggiunge la sua massima espressione ed armonia. La piramide che è del sistema del governo imperiale, nella falconeria viene rispettata con al vertice il falco, e alla base il falconiere, cavalli e cani, ma tutti rientrano nel più grande dove è Dio al vertice. Il grande trattato di Federico II oltre ad essere il più grande trattato di falconeria mai scritto nella storia e in particolare su quella dei falconi d’alto volo, è sicuramente una delle chiavi più valide per interpretare il pensiero federiciano.
   In questa veste, l’arte della falconeria è filo conduttore tra passato e futuro, tra Oriente e Occidente. Due mondi contrapposti per idee e contenuti, così lontani e che pure riescono a toccarsi e a fondersi.
   Il “castello” di Siracusa voluto fortemente dall’ultimo imperatore del S.R.I., Federico II di Svevia, e detto poi di “Maniace” ne è una delle prove tangibili, simbolo e sintesi di un sistema in equilibrio. Incastonato nella città che forse più di ogni altra rappresenta l’unione di due grandi civiltà, risultante e massima espressione della Magna Grecia, dove lo spirito dell’antico impero alessandrino, l’epopea dei miti, la filosofia aristotelica e l’ingegno pitagorico operano all’unisono creando quell’armonia che si proietta ne futuro. una visione “moderna” propedeutica alle intuizioni e alle conseguenti sperimentazioni federiciane.
   Infatti è proprio sul campo, nella vita di ogni giorno, con le opere, con il confronto diretto con la natura che le teorie formulate del pensiero trovano riscontro concreto.
   La falconeria come strumento principe attraverso il quale il pensiero di Federico II si esprime, ancora vivo nel ripetersi dei gesti, suoni ed emozioni, che attraverso i secoli continuano a portare il loro messaggio di pace, saggezza e volontà di progredire.
   Dà l’opportunità ad una mente elastica di esercitarsi e speculare nella ricerca continua della verità. Così maturano frutti concreti di evoluzioni intellettive, che nella meraviglia della conoscenza traggono l’energia e la forza dell’essere.
     Attraverso le pietre di “Maniace”: un unico ambiente, elegantemente e armoniosamente ripartito, emblema di una quadratura che è del pensiero occidentale nella quale si inserisce perfettamente la visione mistica di stampo orientale.
    Tale sintesi è paragonabile alla visione della mente umana di Federico, in cui scienza, arte natura e cultura si ripartiscono gli spazi in armonia.
    La falconeria come pensiero che esprime un sistema e un linguaggio, in cui il metodo e l’approccio ai vari quesiti diventano la ricerca stessa, proiettando l’uomo verso l’avvenire.
     Il “metodo” è ancora oggi valido ed applicabile per la costruzione di un mondo in cui l’Uomo risulta perfettamente integrato nel contesto naturale orientato verso un’armonia a cui non siamo più abituati e dove tecnologia e modernizzazione fanno da sfondo ad una visione più ampia, promuovendo una tolleranza tra popoli e un rispetto di equilibri naturali capaci di diventare essi stessi volano per l futuro.

                                                                       

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Le specie

Scritto da enz on 6 marzo 2009 – 04:32 -


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l’importanza dei rapaci

Scritto da enz on 2 marzo 2009 – 04:18 -

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Gli uccelli rapaci sono di grande interesse ecologico; essendo al vertice delle catene alimentari subiscono fortemente qualunque alterazione ambientale e sono quindi ottimi indicatori ecologici. Sono predatori dei cosiddetti consumatori primari, erbivori o roditori, i quali hanno trasformato in proteine animali le proteine vegetali.
A volte i rapaci si comportano da super predatori nei confronti di carnivori più piccoli e molto spesso nei confronti dei rettili.
Quindi il compito cui essi assolvono è essenzialmente di contenimento delle specie da loro predate le quali, non limitate in nessun modo, potrebbero espandersi eccessivamente fino a compromettere le risorse disponibili.
Allo stesso modo, i rapaci selezionano le specie dei consumatori primari, mediante la cattura di esemplari meno dotati, più deboli, malati o vecchi. Non è vero, perciò, che i prelievi effettuati dai rapaci rappresentino un danno: è anzi il modo migliore per mantenere in salute una popolazione e, ad esempio, nel caso dei rapaci notturni, per contenere la crescita di specie ritenute dannose per l’uomo come molti roditori.

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enz

Scritto da admin on 2 marzo 2009 – 03:34 -

il nuovo amministratore… ecco a voi la sua immagine…..03

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